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Nessuno sa esattamente quando venne scoperto il Tè, ma le sue origini vengono fatte risalire addirittura al 2700 a.C ad opera dell’imperatore Shen Nung considerato il padre ella medicina cinese. La leggenda legata a questa scoperta narra che Shen Nung un giorno si sentì particolarmente stanco e si fermò sotto un albero per rigenerarsi. Messa a bollire un pò d’acqua su un fuoco improvvisato caddero nel pentolino delle foglie che resero l’acqua gradevolissima e, soprattutto, lo fecero stare subito meglio dandogli la forza necessaria a proseguire il suo cammino. Shen Nung portò quindi a casa delle foglie di quest’albero per studiarne le proprietà dando inizio a questo rituale sopravvissuto nei millenni. All’inizio tuttavia le proprietà del tè non erano legate alla bevanda, ma le foglie di tè si cuocevano in pentola assieme a delle altre verdure per ottenere un piatto salato e solo più tardi si iniziano ad apprezzare le sue qualità come bevanda che raggiunge l’apice nella cosiddetta “età d’oro del tè” durante la dinastia Sung (tra il 960 e il 1279 d.C)

In Cina il Tè fa parte quindi di una tradizione millenaria e attorno ad esso ruotano numerose storie ricche di fascino. Uno dei più grandi testi sul Tè è il Ch’a Cing considerato tuttora un testo di enorme valore e scritto da uno dei più grandi maestri del Tè cinesi, Lu Yu, alla fine del 700. E’ un testo arrivato fino a noi quasi intatto ed è ricchissimo di particolari, bellissima la parte in cui il maestro descrive i vari tipi di acqua coi quali si può preparare il tè e su come questi possono influenzare l’esito finale della bevanda.

Durante la dinastia Ming (tra il 1368 e il 1644) si ebbe un vero e proprio boom del tè e ci si concentrò tantissimo non solo sulla qualità dell’acqua da utilizzare, ma anche su quella del materiale col quale si costruivano le diverse teiere. E’ in questo periodo che si sviluppa l’arte manifatturiera nella zona di Yi Xing, una terra ricchissima di argilla , materiale usato per la produzione delle famosissime teiere Yi Xing che prendono il nome proprio da questa città.  La qualità delle ceramiche e porcellane cinesi era ineguagliabile e la sua ricetta rimase segretissima per tantissimi secoli fino a quando un ceramista tedesco non ne carpì la formula. Le teiere Yi Xing restano comunque ancora oggi un simbolo della perfezione di quest’arte antica  e anche se non è quasi più possibile trovare quelle storiche, è sempre possibile acquistarne di originali prodotte ancora in questa zona.

Bere il tè in Cina non è solo apprezzarne le proprietà e il sapore, ma diventa un importante evento sociale e un rito familiare: il tè veniva offerto come simbolo di rispetto, addirittura si racconta che veniva inviato da ogni pretendente alla famiglia della donna che voleva sposare come messaggio per chiedere la sua mano, e solo se la famiglia lo accettava era d’accordo alle nozze, altrimenti il pacchetto veniva lasciato fuori dalla porta di casa. Insomma ben presto in Cina si crea una sorta di Cerimonia del Tè che, a differenza della cerimonia giapponese, molto formale e complessa, quasi filosofica direi, è molto più semplice e il suo scopo principale è quello di onorare l’ospite.  Ogni gesto quindi del Gong Fu Cha, così si chiama la cerimonia cinese del tè, è stato studiato per preparare una bevanda eccellente per onorare l’ospite e farlo sentire ben accetto. Questo è il suo fascino, che è amplificato da tutta una serie di strumenti che la rendono unica al mondo.

Esistono oggi centinaia di tipi diversi di tè che in genere vengono classificati in base al metodo cinese ovvero in base al colore delle foglie e della bevanda. Abbiamo quindi 6 classi principali:

  • Tè bianchi
  • Tè gialli
  • Tè verdi
  • Tè rossi
  • Tè neri
  • Tè verde azzurri o Wulong

In occidente però chiamiamo tè neri quelli che in Cina sono considerati tè rossi, con il nome di tè neri vengono in teoria indivati in Cina i tè postfermentati o Pu’Er.

Ma quello che molti non sanno è che tutti questi tipi di tè hanno origine dalla stessa pianta: la Camellia, principalmente nelle due sue varietà, la sinensis, che troviamo soprattutto in Cina e Giappone, e la assamica, con foglie notoriamente più grandi che, come si può facilmente intuire dal nome, è più tipica dell’India. Le diverse tipologie di tè che si ottengono dalla Camellia sono dovute principalmente alle diverse metodiche di lavorazione delle foglie dopo la raccolta, anche se poi ci sono tantissimi altri fattori che però vanno ad influenzarne soprattutto la qualità rendendo il tè più o meno pregiato.

Questo è solo un piccolo post introduttivo sul meraviglioso mondo del tè al quale seguiranno numerosi altri…

Comunque se ti ho incuriosito e vuoi saperne di più contattami pure, sarò felice di poterti raccontare altre storie

 

 

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