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Per chi come me ha avuto una formazione universitaria classica fondata sulla validazione del farmaco di sintesi, rompere i pregiudizi e avvicinarsi all’omeopatia non è facile. Nel mio caso ha giocato un ruolo fondamentale la mia esperienza post laurea di diversi anni dedicati alla ricerca universitaria. Non mi sono occupata di farmaci, ma neanche di omeopatia, lavoravo nel campo della Biochimica e dell’Ingegneria genetica, rami in effetti un pò lontani dal classico campo farmaceutico, ma che mi hanno lasciato in dono un regalo prezioso: la curiosità  per approfondire tutto quello che mi stuzzica la mente cercando di andare sempre in profondità per capire la vera essenza delle cose.

E così quando, abbandonata la ricerca per un più sicuro posto di lavoro in farmacia, ho visto che tanta gente acquistava farmaci omeopatici e diceva di riuscire a risolvere con successo diversi problemi di salute, ci ho voluto vedere più da vicino. La prima e più difficile cosa da fare era riuscire ad abbandonare i pregiudizi a riguardo vedendo la cosa per quello che era realmente e non per quello che pensavo fosse.

Studiare l’Omeopatia mi ha permesso di testarla su me stessa con consapevolezza e, anche se per le patologie più importanti mi rivolgo al medico omeopata competente, mi consiglio da sola i rimedi per il trattamento di tutte le piccole problematiche. Utilizzare l’Omeopatia non come strumento unico di cura, ma come utile strumento in molte patologie e nella loro prevenzione, mi ha permesso di ottenere degli ottimi risultati. Gli aspetti che mi hanno portato ad inserire i rimedi omeopatici tra i miei strumenti di cura sono diversi, ti elenco in breve i 3 elementi ai quali do maggiore rilevanza:

  1. Innanzitutto la totale assenza di effetti collaterali. All’inizio può manifestarsi una fase di aggravamento omeopatico nella quale i sintomi si riacutizzano un pò che comunque scompare dopo pochissimo tempo. Il fatto di potersi curare in modo soddisfacente evitando la comparsa di altri sintomi in altre parti del corpo è un aspetto della medicina che mi piace moltissimo.
  2. Il trattamento omeopatico non è aggressivo, ma è rispettoso della naturale fisiologia del nostro corpo quindi non sovraccarica di lavoro fegato e reni, cosa che invece con i medicinali allopatici avviene sempre.
  3. Il trattamento omeopatico privilegia l’individuo nella sua peculiarità. La visita omeopatica è una visita molto lunga ed accurata proprio perchè il medico tende a considerare tutte le caratteristiche tipiche della persona che ha di fronte e sceglie per essa il rimedio più adatto non in base al suo sintomo, ma in base all’insieme delle sue caratteristiche fondanti. In questo senso possiamo dire che la medicina omeopatica è una medicina olistica, ovvero una medicina che non si ferma all’osservazione del sintomo, ma prende in considerazione l’intero organismo nella sua totalità considerando il sintomo come la manifestazione all’apice di un insieme di aspetti molto più profondi.

Il discorso sull’omeopatia è, ovviamente, molto più complesso e articolato, se hai bisogno di ulteriori informazioni, contattaci pure.

 

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