Gli oli essenziali: cosa sono e come sceglierli.

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Gli oli essenziali sono delle sostanze estremamente profumate e volatili contenute in molti vegetali dai quali vengono estratti con diverse tecniche più o meno accurate. Fondamentalmente il metodo migliore per la maggior parte degli oli essenziali è la distillazione in corrente di vapore, anche se per gli oli contenuti nella buccia di molti agrumi (Limone, Arancia, Cedro, Pompelmo, Mandarino, Lime) si usa il metodo di spremitura a freddo delle scorze. La distillazione è un metodo che permette di ottenere un distillato composto da due fasi: la fase superiore costituita dall’olio essenziale e quella inferiore acquosa anche detta idrolato. Gli idrolati sono ovviamente molto più delicati degli oli essenziali e si prestano ad essere usati sia sui bambini che sulle donne in gravidanza nei quali, ricordiamolo, l’uso degli oli essenziali è controindicato. Nonostante il nome riconduca ad un olio, gli oli essenziali non sono affatto oelosi, anche se, per la loro natura idrofoba, sono liposolubili e quindi non si diluiscono in acqua. Per questo motivo dovremmo sempre scioglierli in un materiale oleoso o alcolico per cui, ad esempio, se vogliamo aggiungerli all’acqua della vasca, dovremmo prima scioglierli in un pò di latte o in un bagnodoccia neutro (a questo proposito trovo eccellente il detergente bioedrmico base della Eos natura).

Gli oli essenziali, proprio per le loro numerose proprietà, che spaziano dall’azione rilassante a quella purificante, dall’azione riequilibrante alla armonizzante fino a quella puramente estetica, sono  utilizzati fin dall’antichità; gli antichi Egizi usavano gli oli essenziali non solo per le preparazioni di bellezza, ma anche per le miscele usate nei delicatissimi processi di imbalsamazione; nel’antica Persia, patria della rosa, l’uso degli oli era talmente radicato che si riconduce proprio a loro la scoperta della distillazione; gli Aborigeni dell’Australia erano grandi consumatori di Tea Tree, un grande albero conosciuto come albero del Tè (anche se col tè non ha nulla a che fare) così come tanti altri popoli dall’antica Cina all’India conoscevano ed utilizzavano queste preziose sostanze.

Al giorno d’oggi gli oli essenziali, molto più conosciuti anche e soprattutto da un punto di vista scientifico, sono usati in profumeria e anche in aromaterapia per la prevenzione di piccoli mali quotidiani. Quando si parla di oli essenziali tendiamo però a sottovalutarne non solo le potenzialità, ma anche la pericolosità. Sono infatti delle sostanze molto concentrate e che mai, salvo in casi indicati da uno specialista, andrebbero usati allo stato puro, ma soprattutto, data la ampia variabilità che si riscontra nel regno vegetale e la diversità dei metodi di raccolta e di distillazione, possono contenere sostanze tossiche per l’organismo. Infatti l’operazione di distillazione a volte porta alla comparsa di nuove molecole rispetto a quelle del vegetale di partenza per cui l’olio essenziale a volte può acquisire una tossicità non trascurabile.

Cosa fare quindi per essere sicuri del prodotto che acquistiamo?

  • innanzitutto accertiamoci della provenienza e questo fondamentalmente acquistandoli in negozi specializzati, con personale che sia formato a consigliarne l’uso, soprattutto se li vogliamo usare per uso interno (in questo caso dobbiamo avere delle garanzie ben specifiche). Questo ci permetterà di avere anche certezze sulla serietà della ditta produttrice che, se non si hano conoscenze adeguate, non si è in grado di valutare da soli.
  • esigiamo la chemotipizzazione: come ho già accennato, la composizione di oli essenziali estratti da una stessa specie può variare notevolmente a seconda di moltissimi fattori, tra cui l’origine geografica della pianta, che comprende sia fattori climatici che pedologici (ovvero legati alle diverse composizioni del suolo), all’età della pianta, al momento o periodo della raccolta, alle diverse metodologie usate per l’ottenimento dell’olio essenziale… la chemotipizzazione non è altro quindi che un profilo biochimico che permette di distinguere oli essenziali che pur proveniendo da una stessa specie botanica, possono avere composizione diversa e ne garantisce così non solo la loro origine, ma anche la qualità e la loro attività specifica. Faccio un esempio: prendiamo l’olio essenziale di timo: questo, pur proveniendo da un’unica specie, può avere 6 chemotipi diversi passando dal chemotipo linalolo, quello più tranquillo e innocuo, al chemotipo timolo, epatotossico ed estremamente dermocaustico. Capiamo quindi perchè sia importante conoscere il chemotipo dell’olio essenziale che acquistiamo.
  • se vogliamo assumerlo per uso interno, oltre al fatto di acquistarlo dietro consiglio medico o comunque di personale esperto in materia medica, dobbiamo esigere la dicitura “integratore alimentare”.

Tutte queste analisi e questi controlli permettono infatti di garantire oli essenziali puri al 100%, naturali, senza additivi chimici (non rettificati) e, soprattutto, non deterpenati.

Gli usi degli oli essenziali sono tantissimi, in un prossimo post cercherò di elencarli in modo più dettagliato. Io li uso molto, mi piace diffonderli nell’ambiente per ricreare un’atmosfera di serenità e calma e consiglio sempre di scegliere in base alla profumazione quello che più rispecchia l’estro del momento. Per questo a casa ne ho tantissime boccette (alcune, a dire il vero, le porto sempre con me in borsetta per averli sempre a portata di mano e poi anche perchè mi piace aprire la borsa e sentire quel leggero profumo agrumato…) e spazio dalla cannella allo zenzero agli agrumi e al lentisco della Iliana cosmetici sardi, che adoro perchè mi riporta alla mia infanzia ricordandomi dei profumi ormai dimenticati…. spesso li miscelo anche, mi piace creare delle mie personali miscele tipo arancia e cannella, zenzero e limone, ma anche miscele balsamiche o rilassanti. A questo proposito ricordo di fare molta attenzione con l’olio essenziale di cannella e di sceglierlo di qualità elevata in quanto può essere irritante e tossico per la pelle. Io ho scelto quello della Eos natura e lo uso sempre con diluizione molto elevata e mai puro sulla pelle. Inoltre Per la diffusione nell’ambiente io ho scelto un diffusore molto pratico che all’aromaterapia associa anche la cromoterapia con 7 illuminazioni di colori differenti che contribuiscono a creare l’atmosfera rilassante. Gli oli essenziali della parafarmacia li potete trovare qui

 

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