Aspettare la maturazione delle cose richiede una partecipazione attiva e vigile.

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Saper aspettare il momento giusto è una pratica che richiede molta pazienza, ma soprattutto un grande autocontrollo e una grande progettualità. Una situazione spesso difficile da gestire, abituati come siamo al tutto e subito o comunque a cercare di raggiungere i nostri obiettivi in fretta e col minimo sforzo.

Io sono sempre stata una che voleva superare le tappe alla velocità della luce, questo finché non ho iniziato a studiare medicina cinese…

Uno dei pilastri fondamentali della Medicina cinese è la legge che contempla la continua e ciclica intertrasformazione dello Yin nello Yang e viceversa. Questa continua trasformazione fa parte di tutto ciò che ci circonda e la possiamo osservare nella ciclica alternanza delle stagioni, con l’estate, il massimo Yang che lascia pian piano spazio allo Yin, l’inverno, passando attraverso l’autunno, la fase di Yin crescente. E l’inverno che passando attraverso la primavera, o fase di Yang crescente, lascia spazio all’estate, il massimo dello Yang. La possiamo anche osservare nell’alternanza del giorno e della notte, nella maturazione dei frutti, dei fiori e insomma, in tutti i fenomeni della natura e della vita stessa.

Gli antichi cinesi dicevano che ogni maturazione (che potremmo considerare come il massimo dello Yang) non avviene mai seguendo un ordine di casualità, ma ogni cosa si rende manifesta solo ad un determinato stadio dello sviluppo del suo pieno potenziale. Per spiegare meglio questo concetto viene proposto l’esempio dell’uovo. L’uovo in sé rappresenta il massimo della potenzialità, quindi il massimo dello Yin, e se noi gli forniamo calore (Yang) questo piano piano si trasforma, generando un pulcino. Il pulcino uscirà dall’uovo e si renderà manifesto, solo quando le sue condizioni interne saranno tali affinché questo accada; se noi diamo più calore all’uovo nella speranza di vedere prima il nostro pulcino, potremmo mangiare un uovo sodo (o buttar via un uovo bruciato), ma in ogni caso non vedremo mai il nostro pulcino!

Questo facile esempio lo possiamo facilmente trasferire nella nostra esistenza quotidiana: velocizzare i processi per ottenere prima i risultati desiderati non ci porterà necessariamente ad ottenerli subito, anzi, a volte può essere controproducente e può essere fonte di ansia e pensieri avversi che inevitabilmente si trasformeranno in disequilibri organici.

Gli antichi cinesi ci insegnano quindi che aspettare che il nostro oggetto del desiderio, il nostro obiettivo, si presenti a noi quando le sue condizioni interne saranno mature affinché ciò accada, ci può servire ad avere un atteggiamento meno ansioso, meno logorante e sicuramente ci permetterebbe di vivere la nostra vita con un atteggiamento più propositivo.

Ma quando le condizioni saranno mature?

Questo momento coincide col livello di maturazione che permetterà a lui e a noi di viverlo pienamente e consapevolmente. Attenzione però, perché questo non significa passività, non significa stare fermi in attesa che le cose maturino, significa partecipare attivamente e prendercene cura. “Dare calore” significa attenta pianificazione, valutare la fattibilità e significa anche allenamento della forza di volontà. Lavoriamo quindi sul Fegato, che è ideazione, creatività, ma anche sul Rene che, da organo più Yin di tutti, è colui che dà materia, che permette la realizzazione tangibile del nostro obiettivo, mediante la forza di volontà. Quindi Sì a Kabuse, Gyokuro, Bi Luo Chun per supportare l’azione del fegato e a Bai Hao Yin Zhen o, ancora meglio, allo Yue Guang Bai per fortificare il rene. Un Tea lover deve sempre avere un Tè per qualsiasi situazione! 😉

Lavorare attivamente significa tutto questo, e per tornare alla nostra metafora dell’uovo, non solo applicare il giusto calore per il giusto tempo al nostro uovo, ma scegliere l’uovo attentamente perché applicare lo stesso calore e la stessa dedizione ad una pietra sarà vano!

E qui mi torna in mente mia nonna, una donna saggia che mi ha sempre spronato ad avere progetti di grande levatura e forza di volontà per realizzarli. “Figlia mia” mi diceva, (anche se nel suo dialetto stretto) “però tieni sempre a mente una cosa: non potrai mai tirar fuori olio da una pietra”. L’antica saggezza sarda ha qualcosa in comune con quella cinese.

Non insistere, il fiore non sboccia prima del giusto tempo. Neanche se lo implori, neanche se provi ad aprire i suoi petali, neanche se lo inondi di sole. La tua impazienza ti spinge a cercare la primavera quando avresti solo bisogno di abbracciare il tuo inverno. Ada Luz Márquez