Burnout: cos’è e come affrontarlo in modo naturale

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Tradotto dall’inglese burnout significa “bruciarsi” ”esaurirsi”, e con questo termine viene indicata una condizione lavorativa che è arrivata al punto di bruciare ed esaurire le nostre forze, fino quasi a spegnerci. E’ una sindrome molto comune nella nostra società, così incentrata sulla produttività, su una competitività che è spesso al limite dell’insano e sulla individualità. Viene subito immediato pensare che sia indotto dal troppo carico lavorativo: spesso per voler dare prova del proprio valore si tende a strafare, ad assumersi troppe responsabilità, a farsi carico di una mole di lavoro maggiore di quella che si potrebbe tollerare. Questo porta piano piano ad una stanchezza cronica, una situazione di ansia generalizzata o depressione, accompagnate da un annullamento della vita sociale o familiare, un isolamento, il tempo libero diventa marginale e nei casi più gravi si può arrivare anche a trascurare eccessivamente i propri bisogni e a trasferire su colleghi o clienti la responsabilità della propria situazione. Non è sempre però una condizione legata ad un iperlavoro, a volte questa condizione di esaurimento prsicofisico viene semplicemente indotta da un lavoro che non compensa, un lavoro che logora in quanto espone troppo alle sofferenze altrui, oppure un lavoro in cui l’ambiente non è favorevole ad una convivenza pacifica. E’ molto comune tra le professioni sanitarie, ma anche tra chi lavora a stretto contatto col pubblico, anche se diciamo che in generale può colpire chiunque.

Quali sono i sintomi del Burnout?

I sintomi sono tanti, ma i campanelli d’allarme che ci potrebbero far pensare al burnout sono principalmente questi:

  1. esaurimento psicofisico: ci si sente esausti e si ha perennemente la sensazione di non farcela più. La mattina ci si alza con fatica all’idea di dover andare al lavoro e anche nei giorni liberi non si ha mai la sensazione di essere sereni. Si percepisce un distacco mentale dal proprio lavoro e dalle proprie mansioni lavorative, e si può persino arrivare ad avere un atteggiamento sprezzante nei confronti dei colleghi o dei clienti. In alcuni casi ci si può anche trovare a desiderare che non arrivino clienti o pazienti, nonostante la loro presenza sia vitale per il proprio lavoro.
  2. Diminuzione della performance lavorativa: al lavoro si inizia quindi a rendere meno, proprio perchè non si hanno più le forze e ci si sente esausti. Inoltre tutte quelle cose che si riescono a fare richiedono un’enorme fatica e la sensazione è sempre quella di aver fatto troppo, nonostante invece la produttività sia nettamente calata.

Gli altri sintomi che si possono associare a questi sono una scarsa considerazione di sé, una forte demotivazione, insonnia, gastralgia con bruciore di stomaco e cattiva digestione, depressione, rabbia e risentimento, ansia, mancanza di lucidità, confusione mentale, mancanza di creatività o di spirito di iniziativa, pianto frequente.

Rimedi naturali per il Burnoout

Da Farmacista mi piace consigliare dei prodotti che possano agire sia a livello fisico che mentale e in genere la mia scelta ricade sempre sui Fito embrio estratti (FEE), dei prodotti fitoterapici che mi piacciono moltissimo in quanto, alla dolcezza del trattamento associano una enorme profondità del raggio di azione, che si manifesta non solo a livello fisico, ma va anche a colpire l’aspetto mentale, cosa che in una sindrome di burnout è di grande importanza da considerare.

Sono principalmente 2 i FEE che possono sostenerci in presenza di burnout:

  1. il Tonic FEE, un complesso capitanato dalla Quercia, l’albero della forza, della potenza, che dà vigore. Questa gemma è accompagnata dal Ribes, un fito embrio estratto che induce una stimolazione surrenalica con un effetto indubbiamente energizzante. Il terzo estratto è quello Sequoia, anch’essa una pianta corroborante.
  2. Il Vital FEE: a differenza del Tonic, nel quale prevalgono gli estratti energizzanti e tonificanti sia a livello fisico che mentale, il Vital FEE ha anche un effetto calmante, molto Yin direbbe la Medicina cinese. Accanto infatti alla Quercia con la sua sferzata di energia, abbiamo nel Vital anche il Biancospino e il Tiglio, due estratti che calmano l’ansia e l’agitazione, soprattutto a livello mentale, che portano in basso il Qi direbbe medicina cinese.

Accanto a questi prodotti io associo a volte anche la Pappa reale, un prodotto che è in grado di dare una immediata carica energetica che, anche se prettamente a livello fisico, può aiutare a recuperare forze momentanee. Facciamo attenzione alla Pappa reale però, è un prodotto molto contraffatto e io personalmente suggerisco solo questa perchè pura, concentrata e sicura.

Un aiuto lo può dare anche l’aromaterapia, per cui possiamo scegliere degli oli essenziali da diffondere nell’ambiente lavorativo, oppure da portare con noi in borsetta ed annusare, magari con questi pratici stick .

Per quanto riguarda gli oli essenziali sono tanti quelli che possiamo utilizzare, cito quelli che secondo me sono più adatti:

Bergamotto: Porta in alto il Qi, quindi favorisce il buonumore, la gioia e lo possiamo scegliere quando sentiamo che il burnout ci sta isolando dal mondo, sta ostacolando la nostra socialità (è un olio molto Yang da questo punto di vista).

Se invece prevale la forma ansiosa con agitazione, abbiamo a disposizione diversi oli e capire piccole differenze tra loro ci aiuterà nella scelta:

Lavanda: è il capostipite degli oli essenziali rilassanti, calma lo Shen (il mentale in medicina cinese), quindi rilassa e tranquillizza. Ha anche un’affinità per il fegato e quindi utile per calmare la collera.

Un olio essenziale molto simile a quello di Lavanda è il Vetiver: anch’esso ha affinità per il Fegato e calma lo Shen, quindi rilassa e attenua la rabbia, ma rispetto alla Lavanda è molto radicante ed è da preferire se si ha la sensazione di non stare bene nell’ambiente in cui si vive, come se non ci si sentisse mai veramente “a casa”.

Altri oli rilassanti sono quello di Arancio dolce che, come i precedenti, calma e rilassa, ma anziché avere affinità per il fegato ce l’ha per il cuore e quindi è più adatto in caso di palpitazioni oppure semplicemente se preferiamo l’aroma agrumato a quello della lavanda.

Un altro olio che la Medicina cinese consiglia anche per il Burnout è l’olio essenziale di Mirra, un olio Yin che trasmette forza interiore, calma e aiuta a superare la vulnerabilità legata al Burnout.

Infine segnalo l’olio essenziale di Menta che dalla Medicina cinese è considerato un po’ come il Rescue Remedy degli oli essenziali. Ha una grande azione calmante, ma soprattutto molto rapida ed agisce anche in presenza di forte ansia e attacchi di panico.

Questi sono i principali oli, quelli che io consiglio maggiormente, ma ce ne sono tantissimi altri, come ad esempio quello di Finocchio che io adoro per la sua azione sulla Forza di Volontà.

Ancora gli oli essenziali non sono sul sito, ma li inserirò a breve, in ogni caso sono disponibili in Parafarmacia contattandoci tramite questo link.