Coltivare la “Prospettiva opposta” per trovare la gioia nei momenti difficili

Burnout: cos’è e come affrontarlo in modo naturale
12 Febbraio 2022
Ansia: l’importanza del Drenaggio non solo della mente, ma anche del corpo e, soprattutto, del cuore!
19 Febbraio 2022

Da quando mi sono avvicinata alla cultura orientale, mi sono accorta che piano piano, lentamente, a piccoli passi, cambiavano tante cose in me e nel mio modo di percepire non solo ciò che mi circonda, ma anche, e soprattutto, la mia vera essenza.

Il primo scoglio col quale mi sono dovuta confrontare è stata la complessità del Tao, la presenza di queste due forze opposte, lo Yin e lo Yang, che la mia mente occidentale si ostinava a mantenere separate, il bianco da una parte, il nero dall’altra! Poi procedendo con caparbietà ad approfondire queste due energie che “governano i 10.000 esseri”, ovvero che danno origine a tutto nell’universo, all’improvviso mi si è schiarita la mente e ho capito che restando ferma nelle mie convinzioni di separazione e compartimentazione, non sarei arrivata da nessuna parte. La raffigurazione stessa del Tao, con le due onde, una bianca e una nera che non sono separate, ma si compenetrano l’una nell’altra e ognuna ha in sé il seme dell’altra, è la spiegazione più semplice e allo stesso tempo più profonda di come lo Yin e lo Yang in realtà non siano due entità separate, ma due forze che si nutrono a vicenda, si completano e si compensano e l’una non può essere senza l’altra. Gli antichi cinesi paragonavano lo Yin e lo Yang ai versanti di una montagna, e quello che è illuminato al mattino, quando il sole sorge, è in ombra alla sera, quando il sole si appresta a scomparire oltre l’orizzonte. Questo concetto sta alla base non solo della relatività dello Yin e dello Yang, ma anche della sua ciclicità, della continua mutua trasformazione dell’uno nell’altro.

Questo, se ci pensiamo, è un concetto potentissimo, uno di quelli che una volta capiti nel profondo, nella sua più intima essenza, sono davvero in grado di cambiare la nostra vita e modulare il nostro atteggiamento nei confronti di tutto ciò che ci si manifesta.

La luce si trasforma nel buio e il buio cede il passo alla luce, di fatto succede tutti i giorni, non è una cosa rara… E questo succede anche nelle nostre vite, sempre! Alcuni giorni saremo alla luce e altri in ombra, ma se il nostro spirito sarà alto, sarà più facile comprendere che nell’oscurità dello Yin c’è sempre la luce dello Yang, ma, cosa altrettanto importante, far proprio questo concetto ci aiuterà ad accettare che nella luce dello Yang ci sarà sempre il seme dell’oscurità dello Yin!

Gli antichi cinesi facevano partire tutto da questa riflessione, per capire che nelle difficoltà c’è sempre una via d’uscita e, per quanto il dolore sia logorante, si potrà sempre far entrare la luce. Altrettanto importante è però considerare che, nei momenti di gioia e di prosperità non va esclusa la possibilità della perdita o della sofferenza.

Come si fa a far entrare la luce nei momenti di buio?

Una tecnica che a me piace molto è quella della “Coltivazione della prospettiva opposta”, una teoria dello Xiu Yang, ovvero dell’arte di coltivare se stessi, che ci suggerisce di utilizzare la luce nei momenti di buio, di chiamarla a noi e nutrirla, in modo tale che maturi. Non fermiamoci di fronte all’ombra quindi, ma aiutiamoci con piccoli gesti a recuperare la luce e la bellezza.

Gli antichi cinesi suggeriscono di iniziare con piccoli gesti, una bella immagine, di un posto che ci dà sicurezza, gioia, e pace. Un’immagine nella quale trasferirci con la mente, immaginando di immergerci nella serenità e nella pace che ci offre. All’inizio se il momento è molto buio ci sembrerà una pratica arida, ma coltivando ogni giorno questa prospettiva, ci accorgeremo che a piccoli passi, un po’ di luce farà breccia nella nostra ombra e se la nutriamo tutti i giorni crescerà, diventando sempre più consistente. Io faccio così, nei momenti difficili mi isolo nell’angolo preferito della mia casa (o, se ne ho la possibilità, in mezzo alla Natura), mi preparo una tazza del mio Tè preferito e mentre lo sorseggio, lentamente, godendo di ogni sorso, senza allontanare i pensieri che arrivano , ma accogliendoli con calma, mi metto davanti alla più bella immagine di sempre, mi trasferisco con la mente in questo spazio e mi godo per un pò la sua pace e la sua bellezza. Portare dentro la mia esistenza un’immagine forte come questa è di grande aiuto per risvegliare la luce nell’ombra e un pò alla volta, giorno dopo giorno è come un balsamo per la mente. Questo non significa però che quando siamo felici dobbiamo chiuderci in noi e contemplare immagini di tristezza, ma più che altro coltivare la prospettiva opposta significa in questo caso non focalizzarci sulle felicità a tutti i costi. Coltivando la prospettiva opposta, diamo la possibilità allo Yin e allo Yang di camminare fianco a fianco, e quando queste due forze camminano fianco a fianco, ci danno la possibilità di liberarci da una visione unilaterale e unidirezionale dell’esistenza.

Semplicemente lasciando che questi contrasti armonizzino con l’esperienza che stiamo vivendo, con la nostra rabbia, la nostra tristezza, il nostro dolore, ci diamo una possibilità in più e apriamo uno spiraglio alla luce.

“Open mind for a different view, and nothing else matters…” James Hetfield- Matallica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.