Gli oli essenziali: sinergie che vanno ben oltre il profumo

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Io sono affascinata dagli oli essenziali, dalle loro proprietà intrinseche che vanno ben oltre la semplice profumazione. Gli oli essenziali sono secreti dalle piante a diversi scopi, principalmente difensivi e anche se tutte le piante li secernono, solo da alcune si possono estrarre per poterli utilizzare. Rappresentano un’essenza intima della pianta, che ne racchiude un’energia profonda, la quale ci permette di utilizzarli non solo per profumare il nostro corpo o gli ambienti, ma anche per promuovere delle interazioni importanti con il nostro organismo e la nostra mente, le nostre emozioni, per riequilibrare ed armonizzare.

Quando quindi diffondiamo degli oli essenziali nella nostra stanza non stiamo solo profumando, ma dobbiamo sempre considerare che tutte le sostanze volatili che si liberano, vanno ad agire nel nostro corpo a livelli più o meno sottili.

Mi sono avvicinata agli oli essenziali cercando di individuare queste loro azioni non solo a livello fisico, ma anche emotivo e mentale e ben presto sono rimasta affascinata dal loro utilizzo promosso dalla Medicina cinese, e dalla possibilità, come ci spiega il maestro Bottalo, non solo di utilizzarli per diffusione o massaggio, ma anche di utilizzarli sugli agopunti per promuovere delle azioni più profonde. E’ davvero molto interessante come un olio possa interagire col nostro organismo in questo scambio energetico armonizzante che arreca dei benefici profondi e spesso anche potenti riuscendo a raggiungere la parte più intima di ognuno di noi.

Ma tutti gli oli essenziali sono uguali?

Assolutamente no! Peter Holmes introduce per gli oli essenziali il concetto di Bioattività, il cui significato va al di là della semplice purezza del prodotto e racchiude tutta una serie di parametri che influenzano le proprietà intrinseche dell’olio essenziale e che lo rendono attivo dal punto di vista fisiologico. Quindi affinché un olio venga considerato bioattivo, deve rispondere a tutta una serie di requisiti che sono strettamente legati anche alla competenza e all’onestà del preparatore. Significa quindi che la pianta sia raccolta nel periodo balsamico, ovvero quando il suo contenuto in attivi è maggiore, ma significa anche che sia raccolta nel momento della giornata più ottimale. Per molti oli questo corrisponde al mattino presto, quando ancora il sole non ne ha compromesso molte qualità. Significa però anche coltivarli in terreni sani, privi di interferenti chimici, ma significa anche non adulterarli, ovvero, non aggiungere additivi che ne esaltino il profumo, oppure sostanze che li “allunghino” (questo succede soprattutto quando l’olio è costoso). Insomma, è necessario assicurarsi che l’olio essenziale sia costituito soltanto da sostanze direttamente sintetizzate dalla pianta e che tali sostanze siano pure, genuine ed ottimali. Poi, ovviamente, un olio andrebbe chemotipizzato, ovvero sottoposto a delle analisi per verificarne la composizione. Questo ci permette di accertarne ulteriormente la sua sicurezza.

A volte ci capita di trovare oli rettificati o ricostituiti. Cosa sono?

Gli oli Ricostituiti sono oli essenziali le cui molecole sono interamente sintetizzate in laboratorio al fine di riprodurne esattamente la fragranza originaria. In genere succede per gli oli più costosi, come quelli di rosa e gelsomino, ad esempio, ma non necessariamente, a volte lo si fa con tutti gli oli per abbassarne il prezzo. Se troviamo quindi oli essenziali a basso costo, non fidiamoci. Gli oli ricostituiti non sono bioattivi e pertanto non hanno alcuna proprietà funzionale.

Gli oli Rettificati sono invece degli oli ai quali sono state eliminate delle sostanze ritenute responsabili di alcune reazioni indesiderate. Un esempio classico di olio rettificato è quello di molti agrumi, soprattutto Bergamotto, che viene trattato per eliminare le furocumarine responsabili dell’azione fotosensibilizzante dell’olio (ovvero di aumentare la sensibilità ai raggi UV esponendo la pelle alla formazione di macchie solari), e che gli permette di essere utilizzato più facilmente in cosmesi. Le proprietà funzionali dell’olio dipendono dal totum, ovvero dall’insieme di tutti i loro attivi sintetizzati dalla pianta e pertanto l’eliminazione di uno o più di loro rende il prodotto finale meno bioattivo.

Facciamo quindi moltissima attenzione quando acquistiamo i nostri oli essenziali e fidiamoci del produttore e di chi ce li consiglia.

Come usare gli Oli essenziali:

Un olio essenziale quindi lo possiamo usare in tanti modi: diffonderlo nell’ambiente per respirarne i componenti, inalarlo direttamente, versandone un paio di gocce in un inalatore o, più banalmente, in un fazzoletto, oppure possiamo aggiungerli a delle creme base o a degli oli da massaggio o diluirli nell’acqua del bagno. In quest’ultimo caso però consideriamo che gli oli essenziali sono immiscibili con l’acqua, pertanto sarebbe meglio aggiungerli ad un vettore che ne favorisca la diluizione, come del latte o un pochino di miele ad esempio. Come dicevo prima, un uso non molto conosciuto degli oli essenziali, un po’ perché richiede esperienza e conoscenza della Medicina cinese, è quello di massaggiarli su alcuni agopunti specifici, a seconda delle proprietà dell’olio e a seconda dell’effetto che vogliamo ottenere (a questo proposito vi consiglio il libro sugli oli essenziali del Maestro Franco Bottalo). Infine, possiamo usarli per uso interno, ma qui dobbiamo fare moltissima attenzione e consigliarci sempre con un esperto in materia e non improvvisare mai: gli oli essenziali non sempre sono adatti all’uso interno e, soprattutto, non lo sono tutti.

Se ti ho incuriosito su questo argomento continua a seguirmi in questa nuova avventura 🙂

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